Art. 1 – Costituzione e sede

È costituita l’Associazione “FUORIONDA”.

L’associazione ha sede nel comune di PISA. Il consiglio direttivo, con una sua deliberazione, può trasferire la sede nell’ambito dello stesso territorio comunale nonché istituire dipendenze o sedi secondarie altrove, anche organizzate autonomamente.

Art. 2 – Durata dell’Associazione

La durata dell’Associazione è illimitata.

Art. 3 – Scopi

L’associazione è apolitica, aconfessionale e non ha scopo di lucro. Durante la vita dell’associazione non potranno essere distribuiti, anche in modo indiretto avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale.

L’associazione,ponendo particolare attenzione allo sviluppo di relazioni positive in contesti educativi diversi, persegue i seguenti scopi:

  • promuovere il senso di cittadinanza e convivenza civile tra i giovani
  • sviluppare e promuovere aspetti della cultura anglosassone attraverso attività culturali e ricreative rivolte a bambini e adulti
  • promuovere la conoscenza, tra educatori e insegnanti, di nuove metodologie, per l’insegnamento della lingua straniera, che coinvolgono la globalità psico-fisica, stimolano la  motivazione e completano le competenze
  • proporsi come luogo di incontro e di aggregazione di interessi culturali in funzione di una crescita umana e civile, attraverso l’ideale dell’educazione permanente

L’Associazione, per il raggiungimento dei suoi fini, intende promuovere varie attività, in particolare:

  • attività culturali:convegni,conferenze, dibattiti, seminari, proiezioni di films e documenti su varie tematiche educative per adulti
  • attività di formazione e di aggiornamento per insegnanti e genitori
  • attività teatrali in lingua inglese e in lingua italiana per bambini e ragazzi
  • lettura animata di storie in lingua inglese per bambini e ragazzi
  • attività psicomotorie e yoga per bambini
  • corsi di lingua inglese per adulti
  • scambi culturali con paesi anglofoni
  • organizzazione di vacanze studio in Italia e all’estero (summer camps)organizzazione di eventi e spettacoli
  • L’associazione potrà compiere ogni operazione mobiliare e immobiliare ritenuta idonea al raggiungimento degli scopi, e potrà inoltre svolgere attività commerciali purché connesse con gli scopi sociali.
  • L’associazione è altresì caratterizzata dalla democraticità della struttura, dall’elettività e gratuità delle cariche associative e dall’obbligatorietà del bilancio;

Art. 4 – Requisiti dei soci

  • L’Associazione si compone di un numero illimitato di aderenti. Possono essere soci dell’Associazione i cittadini italiani o stranieri residenti in Italia di sentimenti e comportamento democratici, senza alcuna distinzione di sesso, razza, idee e religione, che condividono i principi statutari dell’Associazione ed intendono impegnarsi per il raggiungimento degli scopi sociali.
  • Possono essere soci dell’Associazione anche le persone giuridiche in persona del loro rappresentante legale ovvero di altra persona appositamente delegata.
  • L’elenco dei soci dell’Associazione è tenuto costantemente aggiornato dal Segretario in un apposito registro, sempre disponibile per la consultazione da parte dei soci.

Art. 5  – Ammissione e diritti dei soci

  • L’ammissione dei soci è libera.
  • L’accettazione delle domande per l’ammissione dei nuovi soci è deliberata dal Consiglio Direttivo.
  • La domanda di ammissione deve contenere l’impegno ad osservare il presente statuto, l’eventuale regolamento interno e le disposizioni del Consiglio Direttivo. In caso di diniego, il Consiglio Direttivo non è tenuto ad esplicitare la motivazione di detto diniego.
  • Le iscrizioni decorrono dalla data in cui la domanda è accolta.
  • L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo fermo restando, in ogni caso, il diritto di recesso.
  • L’adesione all’Associazione garantisce all’associato maggiore di età, o alla persona giuridica, il diritto di voto nell’Assemblea ordinaria e straordinaria e il diritto a proporsi quale candidato all’elezione degli organi sociali.
  • Le persone giuridiche socio devono designare, all’atto dell’ammissione, il loro rappresentante in seno agli organi dell’associazione.
  • I soci sono tenuti al pagamento della quota di ammissione e della quota annuale, nei termini e con le modalità fissate dal Consiglio Direttivo.

Art. 6 –  Doveri dei soci

L’appartenenza all’Associazione ha carattere libero e volontario, ma impegna gli aderenti al rispetto delle norme del presente statuto e delle deliberazioni prese dai suoi organi rappresentativi, secondo

le competenze statutarie. In particolare il socio deve mantenere un comportamento corretto sia nelle relazioni interne con gli altri soci che con i terzi e astenersi da qualsiasi atto che possa nuocere all’Associazione.

E’ dovere dei soci il pagamento della quota di ammissione e della quota annuale, nei termini e con le modalità fissate dal Consiglio Direttivo.

Il mancato pagamento della quota di ammissione comporta impossibilità di deliberare l’ammissione stessa mentre il mancato pagamento della quota annuale comporta la decadenza della qualità di socio fin dalla data di scadenza.

La decadenza dalla qualità di socio è comunque dichiarata dal consiglio direttivo e comunicata al socio decaduto.

Art. 7 – Sanzioni disciplinari

Al socio che non osservi lo Statuto, l’eventuale regolamento e le disposizioni emanate dal Consiglio Direttivo nell’ambito dei suoi poteri o comunque nuoccia col suo comportamento al buon nome dell’Associazione potranno essere inflitte dal Consiglio Direttivo le seguenti sanzioni:

  1. a) richiamo scritto per le infrazioni disciplinari lievi;
  2. b) sospensione dell’esercizio dei diritti di socio;
  3. c) espulsione.

Il Consiglio Direttivo dovrà notificare al socio, a mezzo raccomandata a.r. o altro mezzo idoneo a dimostrare l’avvenuta ricezione della comunicazione, l’apertura del procedimento disciplinare. Il socio avrà 5 gg di tempo decorrenti dal ricevimento della comunicazione di apertura del procedimento disciplinare per far pervenire le proprie osservazioni. Il consiglio dovrà decidere entro 60 gg.  Contro le decisioni del Consiglio Direttivo non è ammesso ricorso.

Art. 8  – Perdita della qualifica di socio

La qualifica di socio può venire meno per i seguenti motivi:

  1. a) per dimissioni;
  2. b) per decadenza e cioè la perdita di qualcuno dei requisiti in base ai quali è avvenuta l’ammissione;
  3. c) per delibera di espulsione;
  4. d) per mancato versamento della quota di ammissione o della quota annuale;
  5. e) per morte.

In ogni caso l’organo competente a deliberare la perdita della qualifica di socio è il Consiglio Direttivo.

Art. 9 – Organi dell’Associazione

Organi dell’Associazione sono:

– l’Assemblea generale dei soci;

– Il Consiglio Direttivo;

– Il Presidente

L’elezione degli organi dell’Associazione non può in alcun modo essere vincolata o limitata ed è informata a criteri di massima libertà di partecipazione all’elettorato attivo e passivo. I membri degli organi dell’Associazione che dovessero incorrere in una delle sanzioni disciplinari previste nel presente Statuto, decadono automaticamente dalla carica ricoperta.

Art. 10  – Partecipazione all’Assemblea

L’Associazione ha nell’Assemblea il suo organo sovrano. In questa sede vengono determinati gli orientamenti generali dell’Associazione e vengono prese le decisioni fondamentali di indirizzo cui debbono attenersi tutti gli organi sociali. Quando è regolarmente convocata e costituita rappresenta l’universalità degli aderenti e le deliberazioni da essa legittimamente adottate obbligano tutti gli associati, anche se non intervenuti o dissenzienti.

Hanno diritto di partecipare all’Assemblea, sia Ordinaria che Straordinaria, tutti gli aderenti all’Associazione in regola con il pagamento delle quote annuali.

L’Assemblea viene convocata in via ordinaria almeno una volta all’anno entro il quarto mese dalla chiusura dell’esercizio sociale.

L’Assemblea può inoltre essere convocata tanto in sede ordinaria che in sede straordinaria:

  1. a) per decisione del Consiglio Direttivo;
  2. b) su richiesta indirizzata al Presidente da almeno un terzo dei soci.

Art. 11 – Convocazione dell’Assemblea

La convocazione dei soci per le Assemblee ordinarie e straordinarie potrà essere fatta per raccomandata, e-mail, pec o fax, o attraverso ogni altro mezzo idonea a dimostrare l’avvenuto invio, nonché per affissione nella Sede Sociale.

L’avviso di convocazione dovrà essere inviato ed affisso almeno otto giorni prima della data stabilita e dovrà specificare gli argomenti posti all’ordine del giorno.

Qualora il Consiglio Direttivo non provveda entro trenta giorni alla convocazione dell’Assemblea ordinaria o della Assemblea straordinaria, richiesta dai soci, la convocazione potrà essere indetta dal Presidente.

In caso di dimissioni del Consiglio Direttivo, l’Assemblea deve essere convocata entro trenta giorni dalla data delle dimissioni, a cura del Presidente.

Art. 12 – Costituzione e deliberazioni dell’Assemblea

L’Assemblea, sia in sede ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno la metà più uno dei soci. In seconda convocazione essa è

validamente costituita qualunque sia la presenza dei soci.

È ammesso l’intervento per delega da conferirsi per iscritto esclusivamente ad altro socio. Ogni socio non può avere più di una delega.

L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione o, in caso di sua assenza, dal Vice presidente o, qualora fosse necessario, da persona designata dall’Assemblea.

I verbali delle riunioni dell’Assemblea sono redatti dal Segretario in carica o, in sua assenza, e per quella sola Assemblea, da persona scelta dal Presidente dell’Assemblea fra i presenti. Il verbale dell’Assemblea figurerà nell’apposito libro sociale.

L’Assemblea ordinaria delibera, sia in prima che in seconda convocazione, con la maggioranza minima della meta più uno dei voti espressi.

In caso di parità di voti l’Assemblea deve essere chiamata subito a votare una seconda volta.

L’Assemblea straordinaria delibera, sia in prima che in seconda convocazione, con la maggioranza di almeno i due terzi dei voti espressi.

Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione è necessario il voto favorevole di almeno i tre quarti degli aventi diritto.

Le deliberazioni prese in conformità allo Statuto obbligano tutti i soci anche se assenti, dissidenti o astenuti dal voto.

Art. 13 – Compiti dell’Assemblea

All’Assemblea spettano i seguenti compiti:

– in sede ordinaria

  1. a) discutere e deliberare sui bilanci, i rendiconti e sulle relazioni del Consiglio Direttivo;
  2. b) eleggere i membri del Consiglio Direttivo;
  3. c) approvare gli eventuali regolamenti interni predisposti dal Consiglio Direttivo;
  4. d) discutere e deliberare su ogni altro argomento di carattere ordinario e di interesse generale posto all’ordine del giorno;

– in sede straordinaria

  1. e) deliberare sulla trasformazione, fusione e scioglimento dell’Associazione;
  2. f) deliberare sulle proposte di modifica dello statuto;
  3. g) deliberare su ogni altro argomento di carattere straordinario e di interesse generale posto all’ordine del giorno.

 

Art. 14 – Compiti del Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è responsabile verso l’Assemblea dei soci della gestione dell’Associazione ed ha il compito di:

  • convocare l’Assemblea;
  • predisporre il programma annuale di attività;
  • predisporre gli atti da sottoporre all’Assemblea;
  • dare esecuzione alle delibere assembleari;
  • predisporre la relazione annuale sulle attività svolte e gli obiettivi raggiunti;
  • ratificare o respingere i provvedimenti d’urgenza adottati dal Presidente;
  • deliberare su qualsiasi questione riguardante l’attività dell’Associazione per l’attuazione delle sue finalità e secondo le direttive dell’Assemblea, assumendo tutte le iniziative del caso;
  • predisporre i bilanci e i rendiconti;
  • fissare le quote di ammissione e quelle annue;
  • deliberare su ogni atto di carattere patrimoniale e finanziario che ecceda l’ordinaria amministrazione;
  • dare parere su ogni altro oggetto sottoposto al suo esame dal Presidente o da qualsiasi componente del Consiglio Direttivo;
  • procedere all’inizio di ogni anno sociale alla revisione degli elenchi dei soci per accertare la permanenza dei requisiti di ammissione di ciascun socio prendendo gli opportuni provvedimenti in caso contrario;
  • in caso di necessità, verificare la permanenza dei requisiti suddetti;
  • deliberare l’accettazione delle domande di ammissione di nuovi soci;
  • deliberare sull’adesione e partecipazione dell’Associazione ad enti ed istituzioni pubbliche e private che interessano l’attività dell’Associazione stessa, designandone i rappresentanti da scegliere tra i soci;
  • redigere gli eventuali regolamenti interni da sottoporre all’approvazione della Assemblea;
  • procedere a tutti gli adempimenti concernenti l’avvio e l’interruzione di rapporti di collaborazione e dipendenza;
  • irrogare le sanzioni disciplinari.
  • occuparsi della gestione ordinaria e straordinaria delle attività sociali.

 

 

 

 

Art. 15 – Composizione del Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è formato da 3 a 7 membri nominati dall’Assemblea ordinaria.

Tutto il Consiglio Direttivo deve essere composto da soci e dura in carica tre anni.

Al termine del mandato i Consiglieri possono essere rieletti.

Esso elegge nel suo seno: il Presidente, il Vice Presidente;

Qualora per qualsiasi motivo venga meno la maggioranza dei Consiglieri, l’intero Consiglio

Direttivo si intende decaduto e occorre far luogo alla sua rielezione. In caso di cessazione per qualsiasi motivo di un consigliere, il Consiglio stesso fa luogo alla sua cooptazione. Il consigliere cooptato dura in carica fino alla prossima Assemblea, al cui ordine del giorno deve essere posto l’argomento della sostituzione del consigliere cessato; chi venga eletto in luogo del consigliere cessato dura in carica per lo stesso residuo periodo di tempo durante il quale sarebbe rimasto in carica il consigliere cessato.

Il Consigliere assente, senza giustificato motivo, per tre riunioni consecutive o comunque per sei riunioni nell’arco di un anno, viene dichiarato decaduto.

Art. 16 – Riunioni del Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo si riunisce sempre in unica convocazione almeno una volta al bimestre e comunque ogni qualvolta il Presidente lo ritenga necessario o quando lo richiedano tre componenti.

Le riunioni del Consiglio Direttivo devono essere convocate dal Presidente mediante avviso scritto, almeno cinque giorni prima, contenente gli argomenti posti all’ordine del giorno. In caso di urgenza la convocazione può avvenire mediante comunicazione telefonica o telegrafica o via fax o posta telematica senza il rispetto del termine sopraddetto. In particolari casi di necessità ed urgenza le consultazioni telefoniche o per posta telematica possono assumere a tutti gli effetti valore di riunioni del C.D., qualora vengano sentiti tutti i membri del Consiglio e vengano ratificate a verbale alla prima riunione successiva da tenersi entro un breve lasso di tempo, ferme restando le maggioranze previste.

Le riunioni del Consiglio Direttivo sono valide con la presenza di almeno la maggioranza dei suoi componenti e sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza, da un Consigliere designato dai presenti.

Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza semplice, per alzata di mano, in base al numero dei presenti. In caso di parità di voti prevale il voto del Presidente.

Le sedute e le deliberazioni del Consiglio sono fatte constare da processo verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

I Consiglieri sono tenuti a mantenere la massima riservatezza sulle discussioni e decisioni consiliari.

Il Consiglio Direttivo, qualora lo ritenga opportuno, potrà invitare, a scopo consultivo, alle sue riunioni persone particolarmente competenti sugli argomenti da discutere.

Il Consiglio Direttivo, nell’esercizio delle sue funzioni può avvalersi della collaborazione di commissioni consultive o di studio nominate dal Consiglio stesso, composte da soci e non soci. Il Consiglio può attribuire, a mezzo del Presidente, anche a terzi, il potere di compiere determinati atti o categorie di atti in nome e per conto dell’Associazione.

Art. 17 – Compiti del Presidente

Il Presidente, eletto in seno al Consiglio Direttivo, rappresenta, agli effetti di legge, di fronte a terzi ed in giudizio, l’Associazione stessa.

Il Presidente ha la responsabilità generale della conduzione e del buon andamento degli affari sociali.

Al Presidente spetta la firma degli atti sociali che impegnano l’Associazione sia nei riguardi dei soci che dei terzi.

Il Presidente sovrintende in particolare l’attuazione delle deliberazioni dell’Assemblea dei soci e del Consiglio Direttivo.

Il Presidente può delegare ad uno o più Consiglieri parte dei suoi compiti, in via transitoria o permanente.

In caso di necessità, può adottare provvedimenti d’urgenza sottoponendoli entro 20 giorni alla ratifica del Consiglio Direttivo.

In caso il Presidente sia impedito all’esercizio delle proprie funzioni lo stesso viene sostituito dal Vice presidente in ogni sua attribuzione.

Il solo intervento del Vice presidente costituisce per i terzi prova dell’impedimento momentaneo del Presidente.

Art. 18 – Revisore dei Conti

L’Assemblea può nominare un revisione legale dei conti.

Il revisore dura in carica tre anni ed è rieleggibile.

Il Revisore deve esprimere con apposita relazione un giudizio sul bilancio annuale e verificare nel corso dell’esercizio la regolare tenuta della contabilità e la corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili.

Esso può procedere in qualsiasi momento ad atti di ispezione e di controllo, redigendo i verbali delle verifiche eseguite su apposito libro.

Su invito del Presidente, l’organo di revisione potrà partecipare alle riunioni del consiglio, con facoltà di intervento, ma senza diritto di voto.

L’incarico di Revisore dei Conti è incompatibile con qualsiasi altra carica sociale.

Per quanto non contemplato in tema di revisione legale si applicano le disposizioni del codice civile.

 

Art. 19  – Patrimonio dell’Associazione

Il patrimonio dell’Associazione è costituito da ogni bene mobile ed immobile che pervenga all’Associazione a qualsiasi titolo, nonché da tutti i diritti a contenuto patrimoniale e finanziario della stessa.

Il patrimonio ed i mezzi finanziari sono destinati ad assicurare l’esercizio dell’attività sociale.

Art. 20  – Entrate dell’Associazione

Le entrate dell’Associazione sono costituite:

  • dalla quota di iscrizione da versarsi all’atto dell’ammissione all’Associazione nella misura fissata dall’Assemblea ordinaria;
  • dalle quote ordinari da stabilirsi annualmente dal Consiglio Direttivo;
  • da eventuali contributi straordinari, deliberati dall’Assemblea in relazione a particolari iniziative che richiedano disponibilità eccedenti quelle del bilancio ordinario;
  • da versamenti volontari degli associati;
  • da contributi delle pubbliche amministrazioni, degli enti locali, degli istituti di credito e di altri enti in genere;
  • da introiti di manifestazioni e da raccolte pubbliche effettuate in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione;
  • da azioni promozionali e ogni altra iniziativa consentita dalla legge;
  • da donazioni e lasciti;
  • da contributi e liberalità di imprese e privati;
  • da corrispettivi di attività istituzionali e ad esse direttamente connesse ed accessorie;
  • da rimborsi derivanti da convenzioni.

Art. 21 –  Destinazione degli avanzi di gestione

All’Associazione è vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione stessa, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.

L’Associazione ha l’obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse ed accessorie.

Art. 22 – Diritti dei soci al patrimonio sociale

L’adesione all’Associazione non comporta obblighi di finanziamento o di esborsi ulteriori rispetto al versamento originario all’atto dell’ammissione ed al versamento della quota annua di iscrizione. È comunque facoltà degli aderenti all’Associazione di effettuare versamenti ulteriori rispetto a quelli originari ed a quelli annuali.

I versamenti al patrimonio sociale possono essere di qualsiasi entità, fatti salvi i versamenti minimi stabiliti per l’ammissione e l’iscrizione annuale, e sono comunque a fondo perduto. I versamenti non sono quindi rivalutabili, né ripetibili in nessun caso. In caso di scioglimento dell’Associazione, in caso di morte, di recesso o di esclusione dall’Associazione non può pertanto farsi luogo al rimborso di quanto versato all’Associazione a titolo di versamento al patrimonio sociale.

Il versamento non crea altri diritti di partecipazione e, segnatamente, non crea quote indivise di partecipazione trasmissibili a terzi. Tali quote non possono essere trasmesse né per successione a

titolo particolare, né per successione a titolo universale, né per atto tra vivi, né a causa di morte.

Art. 23  – Bilanci

L’esercizio sociale inizia il 1 gennaio di ogni anno e termina il 31 dicembre.

Per ogni esercizio dovrà essere predisposto un bilancio consuntivo da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea ordinaria dei soci. Suddetto bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione economico finanziaria e patrimoniale della associazione, nel rispetto del principio di trasparenza nei confronti degli associati.

I bilanci con i relativi allegati, debbono restare depositati presso la sede dell’Associazione nei dieci giorni che precedono l’Assemblea convocata per la loro approvazione, consentendone l’esame a tutti quei soci che lo richiedano.

Art. 24 – Scioglimento e liquidazione dell’Associazione

In caso di scioglimento dell’Associazione per qualunque causa, il patrimonio verrà devoluto ad associazioni o enti operanti per il raggiungimento di scopi analoghi a quelli istituzionali o a fini di pubblica utilità.

Sono ammesse, in ogni caso, altre diverse destinazioni dei beni residui se imposte dalla legge.

Art. 28 –  clausola compromissoria

Qualsiasi controversia dovesse insorgere tra i soci ovvero tra i soci e l’associazione che abbia ad oggetto diritti disponibili relativi al rapporto sociale, ad eccezione di quelle nelle quali la Legge prevede l’intervento obbligatorio del pubblico ministero, dovrà essere risolta da un arbitro nominato dal Presidente del Consiglio provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro competente in base al luogo in cui la società ha la sede legale, il quale dovrà provvedere alla nomina entro trenta giorni dalla richiesta fatta dalla parte più diligente. Nel caso in cui il soggetto designato non vi provveda nel termine previsto, la nomina sarà richiesta, dalla parte più diligente, al presidente del Tribunale competente in base al luogo in cui la società ha la sede legale.

L’arbitro dovrà decidere entro 180 giorni dalla nomina, con previsione di sospensione per il ferariato estivo.

L’arbitro deciderà in via irrituale secondo equità.

Resta fin d’ora stabilito irrevocabilmente che le risoluzioni e determinazioni dell’arbitro vincoleranno le parti.

L’arbitro determinerà come ripartire le spese dell’arbitrato tra le parti.

Sono soggette alla disciplina sopra prevista anche le controversie promosse da amministratori e liquidatori ovvero quelle promosse nei loro confronti, che abbiano ad oggetto diritti disponibili relativi al rapporto sociale.

Per quanto non previsto, si applicano le disposizioni del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5 in quanto compatibili.

Art. 29 – Rinvio

Per tutto quanto non è previsto dal presente statuto si fa rinvio alle norme di legge ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico italiano.